Cianderou – Lago Ghedina

Una vista unica della valle d’Ampezzo dalla famosa panca di Cianderou ed il colore indimenticabile del lago Ghedina.

 

Periodo consigliato: Da metà maggio ad ottobre

Orario di partenza suggerito: Ore 10.30

Difficoltà: in salita 5/10, in discesa 5/10

Dislivello in salita: 650 mt

Dislivello in discesa: 650 mt

Lunghezza itinerario: 28 km

Tempo di percorrenza: 5 ore

Impegno fisico: Medio , richiede discreta praticità nell’uso della MTB

Età minima consigliata: 12 anni

Si imbocca la ciclabile in direzione nord; terminata la parte asfaltata, e superata la sbarra metallica, si persegue per 300 mt fino ad un incrocio dove svolteremo a sx in discesa in direzione Lago Ghedina – Cianderou; Al successivo incrocio svoltiamo ancora a sx in discesa fino ad incrociare la strada statale in località Fiames.

La attraversiamo e imbocchiamo subito a sx la stradina che porta al Camping Olimpia. Superato il ponte de ra Sia sul fiume Boite, cominciamo a salire lungo la strada asfaltata (ma chiusa al traffico) che porta al lago Ghedina dove è d’obbligo una sosta per ammirarne il colore smeraldo.

Dobbiamo tornare indietro per circa 200 mt; imbocchiamo quindi la bella mulattiera che, a lunghe diagonali, sale in direzione di Cianderou. Dopo un paio di km giungiamo ad un incrocio; proseguiamo a dx, per un ulteriore km, fino alla panca posta in cima alla salita, da dove si gode di uno dei panorami più belli sulla valle.

Torniamo sui nostri passi fino al precedente incrocio e proseguiamo verso dx lungo la cosiddetta passeggiata Montanelli (in onore del famoso giornalista), fino ad incrociare la strada che scenda dal Col Drusciè. La salita all’omonimo rifugio ed alla sua formidabile terrazza, è una variante a questo giro, ma adatta a coloro che hanno buona dimestichezza con la bicicletta perché alcuni tratti sono piuttosto ripidi.

Proseguiamo quindi fino a Pie Tofana, punto di partenza degli impianti a servizio delle piste di Coppa del Mondo.

Scendiamo lungo la strada asfaltata; superiamo il ristorante El Caminetto e poco più sotto, al successivo incrocio, prendiamo a sinistra ancora in direzione del Lago Ghedina.

Giunti al Lago, scendiamo a Fiames lungo la strada dell’andata; a questo punto, invece di tornare direttamente a Cortina, prima del ponte da Ra Sia svoltiamo a sx in direzione di Pian de Ra Spines.

Costeggiamo il Boite per un lungo tratto fino al ponte che ci consente di tornare sul lato opposto; sbucati sulla strada asfaltata che porta alle cascate di Fanes, svoltiamo ancora a sx in direzione di Pian de Loa.

In questo tratto è opportuno procedere molto lentamente perché è davvero molto frequentato.

Poco prima che finisca l’asfalto svoltiamo a dx in leggera salita ancor in direzione di Pian de Loa. Superato l’omonimo “casone”, dopo un breve tratto attraversiamo il Boite su un ampio ponte ed affrontiamo la ripida salita verso Sant’Ubertus da dove si dirama la strada che porta a Ra Stua.

Attraversiamo obliquamente l’ampio piazzale e, sul lato opposto, troviamo il proseguimento della nostra strada che ci porta in poco tempo ad incrociare la strada statale per Dobbiaco in località “Castel”.

Superiamo la statale grazie ad un sottopassaggio; sull’altro lato girando a dx è possibile raggiungere i ruderi del Castello di Botestagno; girando a sx invece in breve incrociamo la ciclabile verso Dobbiaco.

Giriamo a dx ed in circa 20 minuti siamo di rientro a Cortina.

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